Jacopo, Elena & Bagi: vita in camper a 19 anni

20 marzo 2019 in Esperienze

Il motivo per cui preferisco Instagram agli altri Social Media per ora in voga è l’immediatezza del messaggio che trasmette. C’è da dire che non è tutto merito di Instagram, che fa in realtà, soltanto da tramite virtuale al potere della fotografia in sé.

Così, scrollando per il mio feed, ho notato la foto di una ragazza in camper. Lo stile era tutto anni 80 ma si capiva subito che la foto era di recente fattura. Proprio quella mistura così perfetta ed equilibrata tra vintage e modernità mi ha incuriosito. Ho cliccato sul profilo e ho scoperto che quella foto era vera- anche se sembrava da copertina- e che aveva alle spalle una storia unica, almeno ai miei occhi. Nella bio ho poi letto che quel profilo apparteneva a due ragazzi ed un camper.

Il fatto che fossero più piccoli di me e che possedessero di già un camper mi ha fatto un po’ invidia- l’invidia quella buona- e dovevo assolutamente saperne di più. Per questo ho deciso di scrivergli e di fare due chiacchiere al telefono con loro.

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La loro storia 

Quando rispondono al telefono, percepisco subito l’accento romano di lui mentre non riesco subito a capire da dove venga lei- ma lo scopriremo a breve e tenetelo a mente perché è importante per la loro storia-.

Loro sono Jacopo ed Elena, una coppia di 19 anni lui e 20 lei, che vanno in giro per l’Italia a bordo di Bagi, il loro camper. In primis, come al solito d’altronde, gli chiedo di sapere qualcosa di più su di loro. Jacopo frequenta l’ultimo anno di liceo mentre lei si è trasferita da Padova a Roma per frequentare la Facoltà di Lettere Moderne. Fin qui, tutto normale. Quando gli chiedo di spiegarmi un po’ come è nata l’idea di acquistare un camper, mi raccontano questo aneddoto.

L’incubo di Capodanno arriva per tutti e con alcuni amici stavamo decidendo dove trascorrere il Capodanno 2018. Volevamo andare a Parigi per celebrare il nuovo anno ma i costi erano davvero alti, data sia la meta sia il periodo dell’anno. Mentre discutevamo, ci è venuta quindi l’idea di noleggiare un camper. In questo modo avremmo risparmiato sull’alloggio e sarebbe stata un’avventura diversa: finalmente qualcosa di originale per Capodanno. Tuttavia, anche i noleggi erano particolarmente costosi e alla fine non se n’è fatto più nulla.

Dal quel momento in poi- continua però Jacopo- mi è rimasto il pallino del camper. D’altronde, ne ho sempre avuto la passione, anche perché mio padre ne possedeva uno. A distanza di qualche mese, lo sfortunato evento del furto della mia macchina mi ha portato a diventare proprietario di un camper!

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Incuriosita, gli chiedo quindi di approfondire questa parte della storia.

Sembrerà strano, ma il mercato dei camper d’epoca si può rivelare più conveniente di quanto si pensi. Infatti, cercando qua e là e parlando con alcuni proprietari, ho trovato una offerta per un camper del 1981, da poco restaurato e del tutto funzionante. Quando ho detto ai miei genitori che volevo utilizzare i soldi dell’assicurazione per acquistare un camper, mia madre mi ha risposto che avrei dovuto usare il camper come se fosse stata una macchina, quindi per andare a scuola, fare la spesa e tutte le cose che si fanno in macchina. E così è stato: con i soldi dell’assicurazione e un piccolo investimento, ho acquistato il mio camper. E ora, accompagno Elena agli esami all’università in camper, andiamo a fare la spesa in camper e abbiamo persino accompagnato una nostra amica alla maturità, in camper!


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Il nome 

Ora sappiamo come Jacopo ha acquistato il camper ma una domanda resta, perché lo avete chiamato Bagi? Jacopo ride e lascia la parola ad Elena che spiega:

Io sono di Padova e quando mi sono trasferita a Roma ho realizzato che alcune espressioni che uso correntemente e che pensavo fossero italiano, non erano altro che dialettismi padovani. Infatti, quando chiedevo a Jacopo dei bagigi, lui non capiva. Fino a quando sono stata io a capire che la parola bagigi è solo padovana e significa arachidi. Siccome il camper è dello stesso colore degli arachidi, Bagi è diventato il nome ufficiale, anche del nostro profilo Instagram! 

Vita in camper 

Mi aspettavo di tutto tranne che questa particolare etimologia- che tra l’altro adoro!-. Ma sono curiosa di sapere anche come gestiscono il camper nella vita quotidiana. Sebbene non vivano in camper, entrambi vi trascorrono molto tempo, soprattutto d’estate, e in generale il camper ha bisogno di una manutenzione dal costo non indifferente, specialmente per due studenti come loro. Allora gli chiedo come ovviano i costi relativi sia ai viaggi sia alla manutenzione vera e propria del camper?

Innanzitutto, con un camper ammortizzi tanto i costi di viaggio. Non paghi alloggio e prevalentemente noi scegliamo aree di sosta libera, sia per risparmiare sia perché preferiamo scegliere da noi dove sostare, senza pensarci troppo ecco. L’unico costo è ovviamente la benzina ma spesso viaggiamo in gruppo e dividiamo i costi. E comunque, anche se siamo solo io ed Elena, è sempre meno costoso di aereo e hotel e possiamo anche partire last-minute!

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Per quanto riguarda invece i costi di  manutenzione vera e propria del camper, abbiamo ovviato con il fai-da-te. Il camper ci è arrivato in gran parte già sistemato, tuttavia i problemi in camper ci sono sempre. Per esempio, lo scarico della doccia non funzionava bene e, dopo tanti- ma tanti!- video su youtube, siamo riusciti a ripararlo da soli, risparmiando sulla manodopera. Oppure ancora, quando abbiamo dovuto sistemare il serbatoio del carburante, un problema un po’ più serio rispetto allo scarico della doccia, Jacopo è andato da un meccanico di Roma che gli ha fornito tutte le istruzioni per poterlo riparare da sé. Lo stesso per il bulbo dell’olio e via dicendo. Insomma, siamo meccanici provetti ormai!

Per gli interni, invece? Quale tocco personale avete aggiunto?

Adesivi, polaroid, lampade, lucine, mappe e gli immancabili regali degli amici, molti a forma di arachide ovviamente!

I viaggi 

Ora che so in gran parte la loro storia, come e perché sono finiti a viaggiare in camper, voglio sapere tutto sulle loro avventure e quindi gli chiedo quali siano i viaggi che portano nel cuore.

Jacopo: senza andare in posti straordinari, le esperienze più belle sono state nel Lazio stesso, a soli 50 chilometri da Roma o poco più. Parcheggiare il camper a dieci metri dal mare e risvegliarsi con il mare di fronte. A queste uscite locali, si aggiunge anche il viaggio di quest’estate a Passo Rolle, tra le Dolomiti. Penso di non aver mai sentito così freddo a Luglio! Il posto che vai a visitare- conclude- assume una bellezza tutta sua se ci vai in camper.

Elena: per me invece l’esperienza più bella è stata sicuramente il Montelago Celtic Festival, un evento che si svolge nella provincia di Macerata, sull’appennino umbro-marchigiano. È in pratica un luogo sperduto dove gente da tutta italia si raduna per assistere a vari eventi musicali e intrattenimento in genere. Solitamente ci si va in tenda, ma noi ci siamo andati in camper e, nonostante la difficoltà del luogo, un semplice parcheggio senza servizi, ci siamo divertiti un sacco!

content_Goboony-_Intervista_Jacopo___Elena-_Couple_pic.001Ma, chi dei due organizza questi viaggi?

Diciamo che Jacopo è quello che progetta, ricerca e crea itinerari. Io- continua Elena- sono quella che pone il veto finale sulla destinazione. Se fosse per lui, saremmo già partiti per Capo Nord o per l’Africa e non credo che Bagi ce la farebbe. Infatti, la sua velocità di crociera non supera gli 80 km/h. Una volta, ci abbiamo messo ben quattordici ore da Padova a Roma. È anche vero che siamo passati dalla Toscana perché ci piaceva di più il paesaggio, però ecco, un po’ lunghetta!  

La soundtrack

Dopo questo aneddoto, non posso che concludere che questi due amano davvero il camper per impiegare ben quattordici ore da Padova a Roma! Sono quindi curiosa di sapere quale canzone non possa assolutamente mancare mentre sono alla guida di Bagi. Non ci pensano neanche un secondo ed entrambi rispondono Tetris dei Pinguini Tattici Nucleari che, nemmeno a farlo apposta, è anche una delle mie canzoni preferite. Quando gli chiedo perché proprio questa canzone, Elena risponde:

Quando hanno rubato la macchina a Jacopo dovevamo andare fuori Roma a vedere un loro concerto. Ma la macchina non c’era più e non avevamo modo di andare. Così abbiamo chiesto ai Pinguini se potevano spostare il concerto vicino Roma. Non ci siamo riusciti ma almeno ci abbiamo provato. E poi, beh, anche per circostanza e perché i Pinguini sono una delle nostre band preferite, Tetris è diventata la canzone da camper per eccellenza.  

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Concludo questa breve intervista con una domanda che mi fa sempre arrovellare il cervello, ovvero perché non sono tanti i giovani che trascorrono le vacanze in camper e spero che entrambi, data la loro esperienza, possano fornirmi una risposta:

La realtà è che viaggiare in camper è ancora visto come una vacanza per anziani- risponde Jacopo-. Tutte le volte che vado dai rivenditori di accessori, tutti i depliants che mi passano tra le mani sono per adulti o per famiglie con bambini. Non si pensa ad un target più giovane e non mi capacito neanche io del perché. Anche perché- aggiunge Elena- in camper si è liberi, si spende poco, solo cibo e gasolio e si può partire con una grande comitiva di amici. Il viaggio ideale per ragazzi.


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30 minuti al telefono pieni di risate e cose in comune. Li ringrazio ancora per avermi dedicato un po’ del loro tempo. Se volete saperne di più sulle avventure di questi due ragazzi, seguiteli sul loro profilo instagram @peanuts.adventures!