Diari di viaggio in camper

17 dicembre 2018 in Consigli per viaggiatori

I viaggi in camper sono sicuramente viaggi all’avventura, in cui si abbandona la routine quotidiana per mettersi in strada alla scoperta di luoghi sconosciuti o di mete già familiari, dove si ritorna per in un certo senso ritrovarsi. È stato proprio questo il messaggio di Freek e Inge nel blog della scorsa settimana. Loro hanno aperto un profilo instagram per raccontarsi e per raccontare tutti i chilometri percorsi a bordo del loro camper. Tuttavia, ci sono metodi meno digitali, più personali e più privati per immortalare i nostri viaggi in camper. Sì, sto parlando delle care e vecchie carta e penna, dei diari di viaggio- in camper ovviamente!- che saranno anche un po’ vintage ma che hanno comunque una bellezza non equiparabile alla tecnologia moderna! E poi è sempre bello ritrovare negli anni le pagine scritte di nostro pugno che non ci ricordano solo di un’esperienza ma soprattutto di come l’abbiamo vissuta. Insomma, i diari di viaggio sono sicuramente quel qualcosa in più da aggiungere alle nostre esperienze in camper.

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Ecco perché oggi ho strappato due pagine dai miei diari di viaggio in camper per condividerle con voi. Non solo per mostrarvi quanto liberatorio e soddisfacente sia concedersi alla scrittura mentre si è in viaggio ma anche per darvi la mia prospettiva su una destinazione a me tanto cara: la Sicilia! Già vi avevamo dato qualche suggerimento sui 9 posti da visitare in Sicilia in camper, oggi invece vi apro le porte della mia Sicilia in Camper.  

Ovviamente, non c’è un format per il vostro diario di viaggio, potete scrivere tutti i giorni, a giorni alterni oppure anche solo un pensiero a fine esperienza, qualcosa insomma che rimanga scritto per ricordarvi un momento, una sensazione. A volte la memoria ci inganna!

#Giorno 1 

Partenza da Milazzo alle sei del mattino, sicuramente non un ottimo inizio ma almeno non sono io a guidare. Grazie al cielo, vengo sempre screditata per le mie abilità alla guida e visto che il camper è un po’ vecchiotto, le mie doti da Nicki Lauda vengono raramente utilizzate. Se tutto va come previsto, forse potrò mettermi alla guida una volta arrivati sull’isola. Ci imbarchiamo sulla nave ed è forse uno dei momenti più belli: vedere la terra ferma diventare orizzonte. La salsedine e gli scarichi della Siremar si fondono in un odore pungente che tuttavia si rivela non così tanto spiacevole. Mi sono addormentata come al solito, 5 ore di navigazione affaticano. Mi risveglio che l’isola di Vulcano è già lì a guardarmi.

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Gli odori cambiano improvvisamente, si sente il caratteristico odore di zolfo dell’isola anche se è ancora in lontananza e forse è anche questo che mi risveglia dal mio dolce dormire. Sbarchiamo a Vulcano, i marinai urlano in siciliano le direzioni di sbarco a tutti i veicoli. Finalmente siamo sull’isola. La prima cosa da fare è andare al campeggio che, date le piccole dimensioni dell’isola, non è affatto lontano. Al Togo Togo, il nome ci aveva sempre strappato una risata. Tutti i ristoranti, alberghi e bar dell’isola avevano nomi siciliani ma questo campeggio, l’unico dell’isola, no.

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Arriviamo, parcheggiamo nel nostro spiazzo e ci sistemiamo per la settimana. Come al solito, a metà dei preparativi, causa il sole cocente delle due, mi tuffo velocemente a mare. Il Togo Togo per questo è infatti ideale: ha l’accesso diretto al mare, il che è sempre stata un ottima scusa per non montare la tenda e farmi un bagno. Unica pecca, i miei piedi sono pieni di sabbia nera e i rimproveri per aver sporcato tutto non tardano ad arrivare. In più, mi tocca montare la tenda. La mia tempistica non è stata abbastanza efficace. Un altro tuffo veloce, stavolta meritato. Dopodichè, si va a fare la spesa per la cena. Il primo giorno è sempre il più faticoso ma è sempre un piacere tornare in questi luoghi.

#Giorno 9

L’ultimo giorno sull’isola è sempre il più triste. Dopo essersi abbronzati e aver mangiato a dismisura, il pensiero di tornare sulla terra ferma alle nostre quotidiane vite non è dei più piacevoli. Ma so che prima di imbarcarci mi meriterò la solita brioche col gelato da Remigio, il che renderà la partenza meno dolorosa.

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Abbiamo deciso di imbarcarci la sera per sfruttare la giornata a pieno. La nave è alle undici, il che ci dà la possibilità di goderci l’ultimo tramonto sull’isola. Prendiamo il camper, già impacchettato e pronto a partire e saliamo su per il piano fino ad arrivare a Capo Grillo. Già gli antichi veneravano questo luogo perché si potevano vedere tutte le isole in fila e, nonostante non passi estate in cui io non veda un tramonto dal Capo, è sempre un’emozione unica e indescrivibile. Tutte e sette le isole, disposte a forma di ipsilon, si guardano e si ammirano tra di loro, gelose come sorelle. Non so ancora dire quale di loro sia la più bella, ognuna lascia qualcosa di unico. Un’ altra vacanza estiva e volta al termine e anche l’estate sta lentamente svanendo. Certe cose però non svaniscono, come la bellezza di questa isola.

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Spero di avervi dato un buon esempio di cosa intendo quando carta e penna lasciano sempre più emozioni di un pc! Quantomeno, i diari di viaggio in camper, come il mio, sono un buon esercizio per aiutare la nostra memoria!

Vi piacerebbe fare un'esperienza del genere, visitate il sito di Goboony per trovare il camper  che fa al caso vostro. Condividete con noi i momenti più belli dei vostri viaggi in camper mandando un’email ad alessandra@goboony.com.